giovedì , 25 Febbraio 2021

Carne di cavallo negli alimenti: si perseguano responsabili ma violazione non riguarda sicurezza e salubrità dei prodotti

carne_cavallo_alimentiSta suscitando scalpore e allarme la recente vicenda della carne equina in hamburger ed altri preparati alimentari. E, come sempre accade in simili circostanze, si fa molta confusione e si dicono molte inesattezze, alla ricerca spasmodica del nuovo scandalo.
Ferma la condanna e l’invito alle autorità competenti ad operare con severità per il rispetto delle norme in materia di etichettature, sull’intera materia Assomacellai Fiesa ritiene che sia necessaria un’ operazione di chiarezza e trasparenza.
La questione denunciata dai media riguarda la violazione delle norme di etichettatura (art 5 legge 109/1992) e l’informazione al consumatore, prefigurando la frode in commercio operata da grandi marchi dell’industria alimentare, ma non riguarda la salubrità o la sicurezza alimentare dei prodotti alimentari e tanto meno di quelli equini.
Il rischio evidente è che si passi dalla denuncia di violazione del principio di corretta informazione dei consumatori che hanno il diritto di conoscere ciò che acquistano, alla sicurezza della carne equina che non è messa in discussione.
Episodi come quelli denunciati richiedono la massima sorveglianza delle autorità competenti e la più rigorosa applicazione della legge, perché sono gravemente lesivi degli interessi di un settore importante della nostra economia e di un prodotto sano e richiesto in molte diete alimentari.

Rassegna Stampa

Carne di cavallo, rassicurazioni parmigiane: “Qui nessuna emergenza”
“Le denunce di cui si sta largamente parlando riguardano la frode di alcuni grandi marchi dell’industria alimentare sulle norme della tracciabilità dei prodotti, non sulla sicurezza della carne equina che non è messa in discussione. In particolar modo a Parma dove vige una disciplina rigorosissima”. A dirlo, in un comunicato congiunto, sono Fabio Ferraroni, Presidente Associazione per la tutela del Cavallo Pesto di Parma, e Ernesto Monteverdi Coordinatore Fiesa Confesercenti Parma .”I fatti quotidiani che stanno suscitando scalpore riguardo al ritrovamento di carne di cavallo in alimenti, nella cui tracciabilità non risultava, richiedono precisazione e chiarezza riguardo alla realtà parmigiana, che per propria cultura gastronomica dedica ampia attenzione all’allevamento e alla vendita della carne equina. Ciò che infatti è stato denunciato all’estero è stata la violazione delle norme di etichettatura (Art. 5 Legge 109/1992) e l’informazione al consumatore, che obbligano alla massima trasparenza e tracciabilità di ogni prodotto. La frode in questione operata da alcuni grandi marchi dell’industria alimentare riguarda il commercio e le etichette dei prodotti alimentari, non la salubrità o la sicurezza alimentare dei prodotti, tanto meno di quelli equini. Il rischio evidente è che si passi dalla denuncia di violazione del principio di corretta informazione dei consumatori, che hanno il diritto di conoscere ciò che acquistano e consumano, alla sicurezza della carne equina che non è messa in discussione”.
«Le macellerie equine di Parma e provincia sono un’eccellenza che oltre a garantire un prodotto di qualità superiore, riconosciuto da tutti gli esperti nutrizionisti, garantiscono anche una stretta sorveglianza alimentare attraverso rigorosi controlli sanitari» spiega Ernesto Monteverdi che sottolinea come nel nostro territorio sia stata anche creata dell’Associazione per la tutela del Cavallo pesto di Parma, una particolare disciplinare di autocontrollo garantendo di fatto maggior tutela al consumatore.
Specificato questo, una nota Assomacellai Fiesa Confesercenti, esprime «ferma condanna e l’invito alle autorità competenti ad operare con severità per il rispetto delle norme in materia di etichettature», ritenendo necessaria un’operazione di chiarezza e trasparenza.
Fonte: “gazzettadiparma.it” – 20 febbraio 2013

Alimenti: Assomacellai, su carne cavallo serve informazione corretta “si fa molta confusione”
Roma, 19 feb. (Adnkronos/Labitalia) – Sulla vicenda della carne equina in hamburger e altri preparati alimentari, “come sempre accade in simili circostanze, si fa molta confusione e si dicono molte inesattezze, alla ricerca spasmodica del nuovo scandalo”. Lo sottolinea in una nota Assomacellai Fiesa Confesercenti, che esprime “ferma condanna e l’invito alle autorita’ competenti ad operare con severita’ per il rispetto delle norme in materia di etichettature”, ritenendo “necessaria un’operazione di chiarezza e trasparenza”.
“La questione denunciata dai media riguarda la violazione delle norme di etichettatura (articolo 5 legge 109/1992) -precisa Assomacellai- e l’informazione al consumatore, prefigurando la frode in commercio operata da grandi marchi dell’industria alimentare, ma non riguarda la salubrita’ o la sicurezza alimentare dei prodotti alimentari e tanto meno di quelli equini”.
“Il rischio evidente e’ che si passi dalla denuncia di violazione del principio di corretta informazione dei consumatori che hanno il diritto di conoscere cio’ che acquistano – prosegue Assomacellai – alla sicurezza della carne equina che non e’ messa in discussione. Episodi come quelli denunciati richiedono la massima sorveglianza delle autorita’ competenti e la piu’ rigorosa applicazione della legge, perche’ sono gravemente lesivi degli interessi di un settore importante della nostra economia e di un prodotto sano e richiesto in molte diete alimentari”.

Alimenti: carne cavallo, al via monitoraggio Ministero Salute. Più controlli rispetto a piano UE, sotto esame 200 campioni
La vicenda della carne di cavallo nei preparati a base di carne ha messo in moto una serie di reazioni.Si muove la UEFA e si muove il Governo che annuncia che in base alla raccomandazione della Ue “ha predisposto un piano di monitoraggio che comprende il prelievo di 200 campioni di alimenti commercializzati e/o etichettati come contenenti carne bovina ma che, per loro natura, si prestano ad essere oggetto di frode alimentare per aggiunta o sostituzione di carne equina non dichiarata”. Lo riferisce il ministero della Salute a seguito dello scandalo della carne di cavallo e dopo la decisione della Nestle’ di ritirare dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni in cui sono state rinvenute tracce di Dna di carne equina non dichiarata in etichetta e pari all’1%.
“Il prelievo di prodotti, preferibilmente confezionati, riportanti in etichetta la dizione ‘carne bovina’ – sottolinea il ministero della Salute – viene eseguito presso la grande, media e piccola distribuzione. I prodotti oggetto del prelievo sono carne macinata, hamburger refrigerati o congelati, sughi con carne macinata (tipo ragu’), carne in scatola, tortellini e ravioli con carne, cannelloni e lasagne”.
Oltre ai prelievi stabiliti dalla raccomandazione europea, “l’Italia – aggiunge il dicastero di Lungotevere Ripa – ha disposto ulteriori controlli da effettuare presso gli stabilimenti di produzione e commercializzazione di provenienza dei prodotti in questione. Negli stabilimenti si procedera’ al prelievo del prodotto e di materia prima e alla verifica del sistema di tracciabilita’ previsto dall’azienda”.
Fonte: Adnkronos 19 febbraio 2013