lunedì , 20 Settembre 2021

Campagna promozionale del prosciutto Dop

 Fiesa Confesercenti al Mipaf: coinvolgere il dettaglio specializzato nelle attività di comunicazione

Il 17 maggio 2021 si è svolta in videoconferenza su piattaforma TEAMS la riunione convocata dall’ufficio PQAI III del Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e della pesca, avente quale obbiettivo quello di condividere l’ipotesi di campagna di comunicazione istituzionale e le attività di informazione e di promozione del prosciutto DOP e, allo stesso tempo, di aggiornare sullo stato dell’arte delle attività a valere sul Fondo nazionale per la suinicoltura..

Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni coinvolte nel Tavolo di Filiera nonché i principali Consorzi del Prosciutto, le Associazioni di categoria e le Organizzazioni Professionali facenti parte del Tavolo di filiera suinicola.

Il rappresentante della Direzione generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica del Mipaaf, aprendo l’incontro ha ricordato l’importanza del Fondo Suinicolo sul quale il Mipaaf ha investito diversi milioni di euro stanziati tramite il Decreto suinicolo, dedicato a garantire la redditività degli allevatori, assicurare la trasparenza attraverso le Commissioni Uniche Nazionali e avviare la campagna di promozione del prosciutto DOP. Ha inoltre fatto presente che si provvederà ad emanare un nuovo Decreto per la filiera suinicola al fine di impegnare ulteriori risorse che sono state stanziate sempre per il settore e nell’ambito della promozione dei Prosciutti DOP quale attività di proseguimento del decreto sul fondo suinicolo, nella sostenibilità degli allevamenti e nell’ulteriore potenziamento dei dati e della loro condivisione.

Gli interventi dei rappresentanti della filiera hanno evidenziato l’importanza dell’associazione in quanto costituiscono il primo anello della filiera suinicola e specificato che la situazione è particolarmente difficile a causa dell’aumento del costo delle materie prime (35% per il frumento, 50% per Mais e Soia) che rischia di ripercuotersi in prima battuta sugli allevatori. Questi hanno ribadito che sono concordi con la promozione dei Prosciutti DOP e ribadito la necessità di promuovere in generale l’intero comparto della carne suina. Per  Fiesa CONFESERCENTI, il Presidente Gian Paolo Angelotti ha condiviso la campagna di promozione illustrata seppur con qualche perplessità riguardo alla scelta di veicolare la promozione dei Prosciutti DOP attraverso la GDO. Ha quindi richiesto di tenere in debita considerazione anche la piccola distribuzione specializzata, quale presidio di professionalità e specializzazione oltre che di effettivo sbocco delle produzioni di qualità. Su questa linea gli altri interventi dei rappresentanti delle Associazioni hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa dando parere favorevole all’avvio delle attività di promozione sul Prosciutto DOP e suggerito di inserire nella promozione anche la carne di suino fresca e gli altri prodotti trasformati, facendo inoltre presente di essere favorevole all’ampliamento della promozione anche attraverso i canali della piccola distribuzione. Gli esponenti della filiera rappresentanti dei consorzi di tutela più piccoli hanno anche evidenziato che il loro prodotto, di alta qualità, viene veicolato quasi esclusivamente attraverso i piccoli punti vendita, per cui limitare la promozione solo alla GDO penalizzerebbe la loro produzione.

Alla fine degli interventi il rappresentante del Mipaf ha chiarito che la campagna di promozione del Prosciutto DOP non è da intendersi esclusivamente attraverso la GDO e fa presente che l’iniziativa è aperta a tutti i soggetti potenzialmente interessati, anche al canale della piccola distribuzione, che vogliono rendersi disponibili a partecipare alla campagna stessa.

“Al di là dell’esito dell’incontro- ha detto il Presidente Angelotti-è la filosofia degli interventi ministeriali che va integrata: la promozione non può ridursi allo spot pubblicitario, non si tratta di pannolini; deve invece coinvolgere e professionalizzare la “parte” di filiera addetta alla comunicazione e vendita al consumatore finale sulla qualità del prodotto esitato, e dunque l’operatore commerciale al dettaglio. Solo così si arriva a comunicare un prodotto di qualità. Invece si pensa di riempire gli scaffali e rincorrere i prezzi…è una battaglia culturale dura da far comprendere”