venerdì , 15 Novembre 2019

Art. 62, nuovi contratti e termini di pagamento: la disciplina riferita particolarmente alle relazioni economiche connotate da un significativo squilibrio commerciale

E’ stato approvato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il testo del Decreto con cui sono definite le modalità applicative dell’Art. 62 del DL n. 1/2012, recante “Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari”.
Il Decreto, adesso, è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il Decreto reca significative integrazioni al testo originale, frutto della pressante azione delle Associazioni che a più riprese, sin dalla fase ascendente, hanno continuamente denunciato la forte invasività della norma che si spinge all’interno dell’autonomia negoziale delle parti, sino a compromettere la libertà contrattuale che presiede la libertà economica e il libero esercizio d’impresa. Motivazioni, dunque, alla base della libera concorrenza che si evidenziavano anche da una superficiale lettura della norma e che certoi non poteva sfuggire ai Giudici del Consiglio di Stato che nei rilievi avanzati al Ministero delle Politiche Agricole ha imposto una significativa correzione/integrazione, specificamente riferita al ristabilimento delle condizioni di equilibrio commerciale tra le parti. Il Consiglio di Stato infatti ha chiesto in modo esplicito e condizionante di “esplicitare, nella definizione dei confini applicativi del regolamento, un più puntuale riferimento alle relazioni economiche tra gli operatori della filiera, connotate dal requisito del significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciale”.
La pubblicazione del Decreto Ministeriale, con cui vengono definite le modalità applicative dell’Art. 62 del DL n. 1/2012 convertito nella Legge 27/2012 (relazioni commerciali e termini di pagamento) rende noto il recepimento del forte richiamo dei Giudici amministrativi. E’ un elemento giuridico su cui in queste ultime settimane avevamo fortemente insistito, a vari livelli, come Fiesa, come Confesercenti, come Rete Imprese Italia: quello cioè di individuare un’area che per dimensioni e numero di attori consentisse di ottenere procedure meno invasive e meno penalizzanti per le centinaia di migliaia di PMI del settore agroalimentare – agricolo, artigiano, commerciale – con il rischio di pesanti ripercussioni sull’imponente giro d’affari del settore.
Ciò che stupisce è la sordità del Ministero delle Politiche Agricole che, contravvenendo agli stessi interessi che dovrebbe istituzionalmente disciplinare e promuovere, ha dovuto attendere per mesi, causando notevole agitazione nei settori coinvolti, prima di decidersi alla modesta integrazione.
La norma attuativa dell’Art. 62 viene, dunque, indirizzata alle casistiche di rapporti commerciali con particolare riferimento alle relazioni economiche tra gli operatori della filiera connotate da un significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciale”.
Una circoscrizione dell’applicabilità da cui se ne può dedurre che la norma risulta riferibile e applicabile alle sole relazioni economiche nelle quali sia chiaramente rilevabile lo “squilibrio di potere commerciale”, cosa difficilmente rintracciabile nelle caratteristiche economiche dei piccoli e medi operatori commerciali dell’alimentazione o della filiera horeca. Stante dunque alla formulazione ultima, non a caso aggiuntiva e integrativa, non vi sarebbe obbligo di applicazione dell’Art. 62, e del conseguente apparato neo-contrattuale, nei rapporti e nelle relazioni riconducibili alle fattispecie sopra elencate, caratterizzate dall’assenza del significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciali.
Questo il senso del forte richiamo del Giudice amministrativo, recepito dal Ministero: a questo ora occorre dar seguito con un atto amministrativo chiarificatore ed è su questo che siamo impegnati fare definire nel più breve tempo possibile, ma che nel frattempo pone una base importante verso l’auspicata semplificazione.

Leggi il Decreto Ministeriale

Leggi la Nota Tecnica dell’Ufficio Legislativo Confesercenti Nazionale