domenica , 19 maggio 2019

Carni: tensioni sui ritiri degli scarti di lavorazioni

Tensioni sul ritiro degli scarti di lavorazioni delle carni vengono segnalate da più parti d’Italia con richieste di aumento e di modifica dei livelli di servizio che verrebbero segnalate da diverse regioni.

In particolare, si segnalano richieste di aumento dei servizi di ritiro sul costo di smaltimento dei rifiuti categoria 3 derivante dalle lavorazioni delle carni in macelleria. Le aziende di ritiro, in alcune regioni, hanno informato nei giorni precedenti i macellai che il costo del servizio di raccolta degli scarti di categoria 3, avrebbe subito un aumentato con effetto immediato del 10-15% più Iva. Un aumento giustificato da esigenze di bilancio per aziende che hanno a loro volta registrato aumento delle spese di gestione.

Le associazioni territoriali di Fiesa Assomacellai Confesercenti stanno contestando tali aumenti soprattutto in un periodo storico di crisi dei consumi, di particolare gravità soprattutto per le carni rosse, che hanno precarizzato un comparto come le macellerie sempre più in difficoltà. Ciò premesso, Fiesa Assomacellai è assolutamente contraria ad ogni aumento del costo del servizio, alla luce della doppia tassazione esistente derivante da un lato dalla tassa comunale sulla raccolta rifiuti e dall’altra da una norma che obbliga a conferire a soggetti autorizzati gli scarti della lavorazione della carne.

Alla luce delle considerazioni svolte Fiesa Assomacellai raccomanda alle strutture territoriali di respingere le richieste avanzate e di rimandare la soluzione delle controversie ad un tavolo di confronto tra le parti.

Fiesa Assomacellai Confesercenti rimarca la necessità di rilanciare un’azione di persuasione a livello politico centrale, con una richiesta di esenzione/diminuzione dei costi della TARI sulla categoria della macellerie ipotizzando di  poter immaginare un meccanismo per cui il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sia direttamente a carico del comune.

Quindi l’indicazione è di uno stop agli aumenti richiesti fino al 1° gennaio 2020, per poi passare ad un confronto tra le parti che valuti pienamente il mercato degli scarti di lavorazione di categoria 3 che sta recuperando ampi spazi di valorizzazione di mercato. Anche in relazione ai nuovi mercati esteri.

Inoltre, la diversa articolazione dei consumi suggerisce anche diverse modalità di recupero.

“ Data la crisi delle vendite del settore – dice Gianpaolo Angelotti, Presidente di Fiesa Confesercenti –  i minori introiti degli operatori e conseguentemente le difficoltà economiche dei macellai, è necessario un punto di confronto che sappia contestualizzare le problematiche in essere nel nostro comparto”